“Ah che rabbia!! Quella cosa, quella persona, mi fanno diventare matta! Non ce la faccio più!”. A molte persone sarà capitato di dire o pensare parole simili, almeno ogni tanto.

La rabbia è un’emozione forte e potente, come un’onda che può travolgere … Chi la prova e chi la subisce … Molte le situazioni che accentuano la rabbia, anche il caldo di questi giorni ad esempio contribuisce a “scaldare” gli animi. Del resto è arrivata l’estate, la stagione dell’elemento fuoco, collegato all’emozione della rabbia.

Qui non voglio certo parlare di psicologia o riferirmi a situazioni complesse, che magari vanno avanti da anni. Semplicemente vorrei parlarti di questa emozione e vedere come gestirla meglio.

Perchè la rabbia spaventa, a volte crea senso di colpa quando la proviamo, ma io la trovo un’emozione molto umana. E per questo, è utile accettarla, conoscerla e poi … lasciarla andare.

Tempo fa lessi un libro molto bello scritto da Arun Gandhi (nipote del Mahatma, che era suo nonno) intitolato proprio “Il dono della rabbia”. Il libro riporta diverse riflessioni che il Mahatma fece con suo nipote, la prima riguarda proprio la rabbia (ma tutte meritano di essere lette con attenzione).

Gandhi la descrive con alcune immagini, eccone due:

“La rabbia sta alle persone come la benzina alle automobili: è il carburante che ci fa muovere per raggiungere un posto migliore. Altrimenti ci mancherebbe la spinta necessaria ad affrontare una sfida. E’ l’energia che permette di reagire all’ingiustizia”.

La rabbia contiene una forza, un’energia, che ci può far agire, può aiutarci a migliorare la situazione.

Sempre Gandhi rivela al nipote che il segreto non è sforzarsi di non provare rabbia, ma imparare ad incanalarla verso un obiettivo positivo.

Un’altra analogia di Gandhi paragona la rabbia all’elettricità:

“Usandola con intelligenza, l’elettricità può essere utile per migliorare la vita. Ma se ne abusiamo, rischiamo di morire folgorati. Allo stesso modo, dobbiamo imparare a usare la rabbia con saggezza, per il bene dell’umanità”.

 

Certo sono parole belle e di ispirazione, ma cosa si può fare poi in concreto?

Comprendere il punto di vista altrui, non per accettarne la posizione in modo passivo, ma per individuare un terreno comune, dice Gandhi.

Non reagire in modo aggressivo e prepotente, che porterebbe ad un’escalation dello scontro. Ricordarsi che esistono vie alternative alla reazione impulsiva, controllando la propria mente.

Ma come si può controllare la mente? La risposta di Gandhi è: con la meditazione. Richiede allenamento, esercizio ma ci sono numerose tecniche tra cui scegliere quella che è più adatta a noi. Anche fare una camminata nella natura può essere una sorta di meditazione.

La meditazione richiede un po’ di pratica, ma è più semplice di quel che sembra. Non serve molto tempo ogni giorno, se non si ha la possibilità, ma l’importante è la costanza. Se c’è questa i risultati arriveranno.

Ritornando alla rabbia, non si tratta di nascondere, cancellare, non accettare la rabbia. Ma di accoglierla e trasformarla.

Una bella frase attribuita a Buddha dice:

“ Rimanere aggrappati alla rabbia è come tenere in mano un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro: sei tu quello che si brucia.”

Quindi, in altre parole, restare arrabbiati fa male prima di tutto a chi prova la prova.

 

Pensa alla rabbia come qualcosa da incanalare, da smaltire: più lo fai velocemente meglio starai. Se meditare non è nelle tue corde, puoi semplicemente fare una o entrambe queste due cose:

  • Respira. Ad occhi chiusi, con attenzione all’inspiro e all’espiro. Bastano pochi momenti.
  • Utilizza Dyana Mudra. Piccola premessa: i Mudra possono essere definiti come ‘’posizioni yoga delle mani”, hanno numerosi benefici, oltre a funzioni fisiche ed anche energetiche. Per eseguire Dyana Mudra siediti in una posizione comoda, porta le mani in grembo appoggiando la mano destra sulla sinistra e unisci i pollici tra loro. Chiudi gli occhi e respira in modo spontaneo e tranquillo. Questo Mudra aiuta a creare calma e raccoglimento, anche in situazioni stressanti. Aiuta anche ad aumentare la concentrazione.

 

 

Se ti va prova a sperimentare i due esercizi sopra descritti, e poi fammi sapere come è andata!

Namaste

Chiara

 

“Tu non verrai punito per la tua rabbia, tu verrai punito dalla tua rabbia.”

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